SOLLECITAZIONE A NON IMPEGNARSI CON L’INDUSTRA DEL TABACCO, RIVOLTA ALLA CROCE ROSSA ITALIANA

 

Al Presidente della Croce Rossa Italiana
Dr. Francesco Rocca

 

Oggetto: donazioni da parte dell’industria del tabacco

 

Egregio Presidente,

Le scriviamo come comitato promotore dell’iniziativa del TobaccoEndGame in Italia, che riunisce più di trenta associazioni italiane sia scientifiche di sanità pubblica che di consumatori.

Siamo venuti a conoscenza, attraverso un lancio d’agenzia (“terremoto: CEO Philip Morris, faremo la nostra parte” – novembre 2016), di una donazione di circa 500.000 euro dalla Philip Morris International alla Croce Rossa Italiana.

Tutti noi, promotori della salute che ammiriamo la Croce Rossa per il suo impegno instancabile a favore delle popolazioni colpite da disastri e dalla miseria e per la dedizione dei suoi volontari, siamo rimasti dispiaciuti e stupiti per quanto avvenuto.

Siamo dispiaciuti per il fatto che un’industria come quella del tabacco, che ricava enormi proventi alimentando una dipendenza che, nella sola Italia, coinvolge più di 10 milioni di persone e provoca più di settantamila morti all’anno, possa presentarsi agli occhi dei cittadini come un’impresa filantropica, associando il suo marchio a quello di un Ente amato dagli italiani.

Siamo stupiti perché conosciamo la linea guida sui rapporti con l’industria del tabacco che il Governing Board della International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC) ha indirizzato alle Croci Rosse Nazionali nel vicino giugno del 2015, con l’esplicito titolo: “Red Cross and Red Crescent non-engagement with tobacco companies. Internal guidance brief”. Fin dal primo capoverso la linea guida raccomanda alle società nazionali della Croce Rossa di evitare di impegnarsi in partnership con – o accettare finanziamenti da – l’industria del tabacco. Nell’Ethical Framework del documento, riconoscendo l’insanabile conflitto tra gli interessi della salute pubblica e quelli dell’industria del tabacco che promuove un prodotto causa di dipendenza, malattia e morte, si fa riferimento alla sessione del maggio 2013 dell’IFRC Governing Board in cui fu deciso che “per le implicazioni che l’accettazione di donazioni dall’industria del tabacco assume sui piani dell’etica e della reputazione … il Board sollecita le Società Nazionali ad evitare di accettare finanziamenti dall’industria del tabacco …”. Su questa base, la linea guida prevede che:

  • nomi o logo delle industrie del tabacco non dovrebbero essere associati a quelli delle Società Nazionali;
  • le Croci Rosse Nazionali dovrebbero supportare le strategie dell’OMS per il controllo del tabacco, ed incoraggiare il completo divieto, restrizioni o limitazioni della pubblicità del tabacco;
  • le compagnie del tabacco possono compromettere la reputazione e l’immagine del Movimento, ostacolando i suoi sforzi di porsi, come organizzazione, alla guida della prevenzione delle malattie non trasmissibili cui è attribuibile la parte più grande del Global Burden of Disease, come afferma la strategia IFRC 2020.

Del resto, lo stesso Manuale di Comunicazione Istituzionale di CRI, al punto 5.1 recita: “La CRI, in linea con le direttive internazionali, non collabora, senza restrizioni, con entità coinvolte in attività contrarie agli scopi o ai Principi del Movimento. Collaborazioni con soggetti operanti nei settori di tabacchi e alcolici …”.

Siamo consapevoli del fatto che un’ingente donazione sarebbe impiegata proficuamente dalla CRI, ma crediamo che non sarebbe assolutamente conveniente mettere a repentaglio la sua solida reputazione davanti all’opinione pubblica.

Per questi motivi, Egregio Presidente, anche tenendo conto del Suo ruolo a livello internazionale, La invitiamo a voler riconsiderare la decisione di accettare questo finanziamento.

Inoltre, come Gruppo promotore del Tobaccoendgame, e come rappresentanti delle società scientifiche firmatarie, siamo molto interessati ad avere la Croce Rossa Italiana come alleata nella lotta al tabagismo in Italia. Per questo Le proponiamo una incontro per conoscere le opinioni della Croce Rossa Italiana in merito alle possibili azioni di contrasto all’epidemia di tabacco in Italia e discutere di un auspicabile coinvolgimento della CRI in questa sfida. In quella sede solleciteremo la CRI ad adottare strumenti che possano evitare il ripetersi di situazioni simili in futuro, come ad esempio la stesura di un regolamento che segua le indicazioni dell’IFRC Governing Board.

Certi della Sua comprensione
I membri del Gruppo Promotore
Tobacco Endgame

 

12 maggio 2017