COP8: riflettori sull’ambiente

A parità di quantità di prodotto, la coltivazione di tabacco contribuisce al cambiamento climatico 2-3 volte più della coltivazione di pomodori o patate, anche se meno rispetto a grano o riso. Il contributo all’esaurimento dell’acqua del pianeta derivante dalla coltivazione del tabacco è simile a quello del riso, ma oltre 8 volte superiore a quello delle patate e 5 volte superiore a quello dei pomodori freschi. Il contributo all’eutrofizzazione dell’acqua dolce provocati dalla coltivazione del tabacco sono inferiori a quelli del grano e simili ai livelli di patate o pomodori.

I danni ambientali derivanti dalla filiera globale del tabacco sono documentati in un nuovo rapporto FCTC, preparato in collaborazione con l’Imperial College di Londra e lanciato alla COP8: Cigarettesmoking: an assessment of tobacco’s global environmental footprint across its entire supply chain, and policy strategies to reduce it .

Da quando l’FCTC è entrata in vigore nel 2005, le strategie nazionali per il controllo del tabacco hanno trascurato gli impatti della coltivazione e della produzione del tabacco sulla deforestazione e l’uso di terreni arabili, insieme agli effetti nocivi dei pesticidi impiegati nella coltivazione del tabacco. Gli effetti negativi del consumo di tabacco sull’ambiente sono stati l’aspetto meno compreso del controllo del tabacco. Le discussioni alla COP8 mirano ad ampliare la portata degli sforzi per includere strategie in ossequio a due articoli chiave del trattato incentrati su questioni ambientali e di sviluppo: l’articolo 17 (promozione di alternative economicamente valide per i lavoratori del tabacco e gli agricoltori) e l’articolo 18 (tutela dell’ambiente e della salute pubblica per quanto riguarda la coltivazione e la fabbricazione del tabacco).

Il Direttore generale dei programmi dell’OMS, Dottoressa Soumya Swaminathan, ha sottolineato il ruolo centrale della promozione della salute pubblica nell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Ha rilevato gli effetti nocivi associati al “ciclo vitale” del tabacco – dalla produzione, allo smaltimento dei sottoprodotti, ai rischi per la salute affrontati dai coltivatori di tabacco a seguito dell’uso di pesticidi. Le sigarette avvelenano sia le persone che l’ambiente. Il fumo produce 4,5 miliardi di mozziconi all’anno: il controllo del tabacco e l’ambiente non sono questioni separate.  A dicembre 2018 si svolgerà in Polonia un incontro delle nazioni che aderiscono alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e in quella sede si sottolineerà che la lotta ai cambiamenti climatici deve essere collegata agli altri obiettivi di sviluppo sostenibile ed in particolare a quello relativo all’attuazione del Quadro Normativo della Convenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul Controllo del Tabacco.