Cosa succede quando aumentano le tasse sulle sigarette: il caso dell’Australia

La reazione dei fumatori agli aumenti delle tasse sul tabacco, nel 201o e nel periodo 2013 – 2016

L’Australia è una nazione con un controllo avanzato del tabacco: ha attuato campagne mediatiche, stabilito che gli ambienti pubblici siano senza fumo, garantito accesso agli aiuti per smettere di fumare, regolamentato il marketing dei prodotti del tabacco, deciso che sui pacchetti di sigarette ci siano avvertenze illustrate sulla salute e, primo paese al mondo, imposto che i pacchetti di sigarette siano privi di logo. Infine, a partire dal 1984, ha evitato che i prodotti del tabacco diventassero più accessibili nel tempo, con un meccanismo automatico di aumento delle tasse sui prodotti del tabacco, in base all’aumento del costo della vita (indicizzazione). Dal 2010 ha intrapreso una politica fiscale per la salute.

2010 Aumento delle tasse (25%) sulle sigarette senza preavviso

Il 30 aprile 2010, è stato attuato un aumento del 25% dell’imposta sul tabacco senza preavviso, il più grande aumento nella storia dell’Australia e uno dei più grandi a livello globale.
Immediatamente dopo l’aumento del 25% delle tasse la prevalenza di fumatori si è ridotta di −0,75 punti percentuali e, successivamente, ha continuato a ridursi al ritmo di −0,02 punti percentuali al mese.
La riduzione è stata a carico del fumo di sigarette di fabbrica, mentre la prevalenza del fumo di sigarette rollate a mano (RYO) è aumentata tra maggio 2010 e novembre 2013. (vedi le figure)

2013 Aumenti delle tasse sulle sigarette con preavviso

Nell’agosto 2013, il governo australiano ha preannunciato una serie di quattro aumenti annuali del 12,5% dell’imposta sul tabacco, con il primo aumento attuato il 1° dicembre 2013 e i successivi aumenti il 1° settembre, per i successivi 3 anni.
Immediatamente dopo l’entrata in vigore dei preannunciati aumenti delle tasse, la prevalenza di fumatori è diminuita di -1 punti percentuali e successivamente è continuata a calare di – 0,04 punti percentuali al mese. Quella che è calata è stata la prevalenza di fumatori di sigarette confezionate, mentre – contrariamente a quanto si era verificato con l’aumento del 2010 – la prevalenza del fumo di RYO non è aumentata.

Prevalenza di fumatori tra gli Australiani di 14 anni e più, residenti in una delle cinque capitali degli Stati, tra Maggio 2001 e Aprile 2017 (dati mensili)
Prevalenza di fumatori di sigarette confezionate e di sigarette rollate a mano tra gli Australiani (14 anni +), residenti in una delle capitali degli Stati (2001 – 2017)

Lezioni apprese

Grandi aumenti delle tasse sono capaci di ridurre la prevalenza del fumo, sia se attuati come un aumento secco senza preavviso, sia se attuati come una serie di aumenti pre-annunciati.
Tuttavia le strategie delle compagnie per mantenere l’accessibilità economica dei prodotti del tabacco possono attutire l’impatto di aumenti fiscali aumentando gradualmente i prezzi nel tempo oppure aumentando i prezzi dei prodotti premium più dei prezzi dei prodotti più economici, come il tabacco sciolto per sigarette fatte a mano.
E’ necessario che le tasse sulle sigarette confezionate siano della stessa entità di quelle applicate ai prodotti RYO e che si vieti alle aziende del tabacco di praticare il marketing dei prezzi, una tecnica che è in grado di erodere il pieno impatto degli aumenti fiscali.

Per approfondire:
Wilkinson AL, Scollo, MM, Wakefield MA, Spittal MJ, Chaloupka FJ, Durkin SJ. Smoking prevalence following tobacco tax increases in Australia between 2001 and 2017: an interrupted time-series analysis. The Lancet 20 Nov 2019