Globalizzazione: come ha fatto l’industria del tabacco USA a espandersi in Asia

Il ruolo di Governi ed organismi internazionali del commercio

Negli anni ’80, le compagnie multinazionali del tabacco, in Asia, trovavano l’opposizione dei coltivatori e fabbricanti locali, e dei ministri della salute. In molti paesi, monopoli gestiti dallo stato erano protetti dalla competizione grazie a tariffe doganali o divieti di importazione delle sigarette. Nel 1981, Philip Morris, Reynolds Brown & Williamson, si unirono sotto la bandiera della Cigarette Export Association (CEA), un’associazione commerciale la cui missione era migliorare la posizione competitiva delle sigarette americane nei mercati esteri, che indirizzò una petizione all’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, cui potevano rivolgersi le aziende americane che ritenevano di essere oggetto di divieti e restrizioni illegali.
Le richieste delle compagnie del tabacco per una apertura dei mercati trovarono ascolto da parte dell’Amministrazione Reagan, il cui Vice Presidente Dan Quayle ammise candidamente: “L’espansione dell’export di tabacco dovrebbe essere condotta aggressivamente, visto che gli Americani fumano di meno … ”.

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Per approfondire: 
L’industria del tabacco e la globalizzazione