Bisogna fidarsi delle compagnie del tabacco?

Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis (CiceroneDe Oratore)

La storia, invero, è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità (traduzione dal Vocabolario Treccani)

Sebbene prove scientifiche che il fumo delle sigarette provoca il cancro ed altre malattie esistessero già nel 1920, i produttori di sigarette hanno continuato a dire per tutto il ‘900 che non c’era dimostrazione e che le prove non erano definitive (8-10). Si è dato luogo così a una grande controversia scientifica e un diffuso dibattito pubblico che, forse tuttora, coinvolge media, mondo della salute, della pubblicità e dello spettacolo, dell’istruzione, cittadini comuni fumatori e non fumatori, famiglie, donne, ragazzi.

Ma da quanto tempo, l’industria sapeva che le prove della nocività del fumo erano schiaccianti? Da quanto tempo avevano accettato questa realtà? E’ stata una vera controversia scientifica, un dibattito pubblico onesto oppure una cospirazione ordita in danno dei consumatori? Quale grado di autonomia ha caratterizzato il mondo scientifico? Ci sono lezioni per l’oggi che possiamo apprendere?

Alla fine del secolo scorso, i governi di molti Stati USA portarono in giudizio le cinque principali industrie del tabacco del paese e l’accordo quadro di transazione, il Master Settlement Agreement, sottoscritto dalle parti previde anche l’obbligo per le compagnie del tabacco di pubblicare oltre 30 milioni di pagine di documenti interni (7). Da questa documentazione è possibile ricostruire la storia della controversia scientifica sul fumo come causa delle malattie, ricostruita grazie a due testi pubblicati:

  • Cummings KM, Brown A, O’Connor R. The Cigarette Controversy. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2007;16(6). June 2007
  • Brandt AM. The cigarette century. Basic Books 2007. New York.

Da quanto tempo i produttori sapevano che il fumo provoca il cancro?

Le prime prove che collegavano fumo e cancro risalgono agli anni ’20 (15). Tra il 1920 e il 1940, un chimico di nome A.H. Roffo dimostrò che il cancro può essere indotto sperimentalmente dall’esposizione al catrame che si forma dalla combustione del tabacco e che il cancro può essere indotto usando anche tabacco privo di nicotina, il che significa che cancerogeno é il catrame (16). Diversi casi clinici e serie di casi pubblicati dagli anni ’30 avevano rilevato che la maggior parte dei pazienti affetti da tumore polmonare fumava molto. Nel 1939 la prima volta e poi nel 1950 furono pubblicati i risultati di studi che comparavano i pazienti con gruppi di controllo formati da uomini ospedalizzati per altre condizioni. Infine ebbero maggiore impatto gli articoli di Wynder e Graham e di Doll e Hill, pubblicati nel 1950 e poi nel 1954. Questi studi erano più ampi, più rigorosi e precisi (17-23)

A livello di istituzioni, la prima dichiarazione ufficiale su fumo e salute fu fatta nel 1957 negli Stati Uniti, quando, in una conferenza stampa televisiva, il Ministro della Salute riferì che le prove scientifiche a supporto del fatto che il fumo causa il cancro del polmone (erano schiaccianti 24, 25).

Nelle loro dichiarazioni pubbliche, le compagnie del tabacco sostennero che non c’era dimostrazione che le sigarette fossero dannose per la salute. Per esempio, un comunicato stampa del novembre 1953 pubblicato dal American Tobacco Company diceva ”. . . Ancora nessuno ha dimostrato che il cancro ai polmoni in qualsiasi essere umano è direttamente riconducibile al tabacco o ai suoi prodotti in qualsiasi forma “(27). Il titolo di un resoconto del New York Times basato su questo comunicato stampa, era che il Presidente dell’American Tobacco Company aveva detto che le prove di un’associazione tra sigaretta e aumento del cancro ai polmoni non erano altro che finito parole in libertà (28). Nel 1954, il vicepresidente di Philip Morris, George Weissman annunciò che se la compagnia avesse avuto una qualsiasi conoscenza che stava vendendo un prodotto dannoso per i consumatori, avrebbe bloccato immediatamente gli affari (29).

Tuttavia, scienziati senior e dirigenti delle aziende produttrici di tabacco erano a conoscenza del rischio di cancro, fin dagli anni ’40, e la maggior parte di essi, alla fine degli anni ’50, accettava come un dato di fatto il rapporto causale tra fumo e cancro (30-34). Un memorandum del 1939 del Direttore delle ricerche dell’American Tobacco Company, Hanmer affermava: ‘Abbiamo seguito il lavoro di Roffo per qualche tempo, e sento che è una sfortuna che le sue affermazioni riguardanti il ruolo del fumo come causa di cancro abbia ricevuto tanto ampia diffusione’ (30). Alcuni anni dopo, H.B. Parmele, uno scienziato della compagnia Lorillard scrisse un rapporto per il comitato industriale dell’azienda in cui si osservava: “Alcuni scienziati e le autorità mediche hanno sostenuto per molti anni che l’uso del tabacco contribuisce allo sviluppo del cancro nelle persone suscettibili. Ora sono state presentate prove sufficienti per giustificare tale presunzione . . . cioè la prova che il benzopirene, un prodotto della combustione del tabacco, possiede una definita proprietà cancerogena” (31). Nel 1953, un chimico di R.J. Reynolds la compagnia del tabacco, Claude Teague ha prodotto una revisione della letteratura su fumo e cancro facendo riferimento a 78 articoli, arrivando alla seguente conclusione: ”. . .studi clinici tendono a confermare la relazione tra pesante e prolungato fumo di tabacco e incidenza di cancro ai polmoni ” (32). Tre scienziati della British American Tobacco Company hanno riferito nel 1958 i risultati di una visita al Stati Uniti, in cui avevano indagato in che misura gli scienziati dell’industria del tabacco e quelli al di fuori dell’industria accettavano la tesi del fumo di sigaretta come causa di cancro ai polmoni (33). Il loro rapporto concludeva che “‘con una sola eccezione [HSN Green della Yale University] le persone con cui ci siamo incontrati credevano che il fumo causasse il cancro ai polmoni, se per “causalità” intendiamo ogni catena di eventi che conduce alla fine al cancro del polmone e che comporta il fumo come anello indispensabile”(33).

Nel 1961, Arthur D. Little Company fornì alla Liggett e Myers Tobacco Company un report confidenziale in cui si affermava che nel tabacco della sigaretta sono presenti sostanze biologicamente attive. Queste sono: a) causa del cancro; b) iniziatori del cancro; e c) tossiche” (34). Nel 1961, in una relazione presentata al comitato di ricerca e sviluppo di Philip Morris si riconosceva che c’erano le prove che il fumo può essere un fattore causale nel cancro del polmone e veniva incluso un elenco parziale di agenti cancerogeni identificati nel fumo della sigaretta (35). Un rapporto del 1962 preparato dal Dr. Alan Rodgman, scienziato della R.J. Reynolds, ha definito “schiacciante” la quantità di prove accumulate per indicare il fumo di sigaretta come rischio per la salute, mentre le prove contrarie era definite “scarse” (36).

In sintesi, i documenti interni dell’industria rivelano che alla fine degli anni ’50 le aziende produttrici di tabacco sapevano delle prove e per la maggior parte accettavano il fatto che il fumo di sigaretta é causa di cancro.

L’industria del tabacco ha messo in atto una cospirazione contro la salute dei consumatori?

La cospirazione è l’atto di tramare e, insieme, falsificare la realtà, spesso a seguito di un accordo finalizzato ad eseguire un atto illegale o criminoso (37). Gladys Kessler, giudice nella causa in cui davanti alla corte distrettuale del Distretto di Columbia comparvero le principali compagnie di tabacco per accuse di violazione della legge sul traffico di influenze e corruzione, nella sua sentenza ha osservato che gli atti del processo avevano mostrato ampiamente l’esistenza di una cospirazione per rendere dichiarazioni pubbliche false, ingannevoli e fuorvianti, e questo a partire almeno dal Gennaio 1954, quando fu pubblicato il Frank Statement (la Dichiarazione riferimento 8, vedi pagine 1500-01). Il “Frank Statement to Cigarette Smokers’’ era un messaggio sponsorizzato congiuntamente dai produttori di tabacco, apparso nel gennaio 1954 (38) su 448 giornali in 258 città, raggiungendo così oltre 43 milioni di americani. Il messaggio metteva in discussione i risultati della ricerca che indicavano il fumo come causa del cancro e, allo stesso tempo, assicurava i consumatori che le sigarette erano sicure, impegnandosi a sostenere la ricerca imparziale per indagare sulle accuse secondo le quali il fumo è dannoso per la salute umana (9, 38).

I documenti del Tobacco Industry Research Committee (TIRC), successivamente rinominato Council for Tobacco Research (CTR), e poi Tobacco Institute (TI), organismi di ricerca fondati e finanziati dalle compagnie del tabacco americane, forniscono la base per capire ciò che la Giudice Kessler aveva scoperto: le compagnie del tabacco avevano cospirato per trarre in inganno i consumatori sui rischi del fumo (riferimento 8, vedi pagina 1330). E’ importante comprendere le motivazioni della cospirazione e riconoscere che, all’inizio degli anni ’50, i dirigenti delle compagnie del tabacco erano sotto pressione perché dovevano rispondere alle accuse, riportate in rapporti scientifici, che il loro i prodotti causavano il cancro. Nel 1952, due produttori di sigarette avevano introdotto marchi di sigarette con filtro commercializzate come più sicure (ad esempio, Kent e Viceré). D’altronde, in campo industriale si avvertiva che la concorrenza tra le società nella commercializzazione di sigarette più sicure poteva rappresentare una minaccia a lungo termine per l’industria nel suo complesso, perché l’accento sulla sicurezza delle sigarette, avrebbe potuto soffiare sul fuoco della preoccupazione dei consumatori riguardo ai possibili rischi per la salute (39).

Nell’autunno del 1953, il Presidente della American Tobacco Company, Paul Hahn, invitò i capi delle principali aziende produttrici a un incontro che si tenne presso l’Hotel Plaza di New York il 14 dicembre 1953 (40). Nel corso di questo incontro, fu deciso che sarebbe una ditta di pubbliche relazioni, Hill & Knowlton impiegati e pagati congiuntamente dalle compagnie del tabacco a sviluppare una risposta alle accuse sul fumo e sulla salute (41). Il giorno dopo, i dirigenti di Hill & Knowlton si incontrarono i dirigenti delle compagnie del tabacco per delineare il loro piano per aiutare l’industria ad affrontare il problema fumo e salute. Per il meeting, era stato deciso di arruolare una società di pubbliche relazioni, Hill & Knowlton, pagata congiuntamente dalle compagnie del tabacco, per mettere a punto una risposta alle accuse che venivano rivolte al fumo per i danni causati alla salute (41). Il giorno successivo, dirigenti di Hill & Knowlton incontrarono i dirigenti delle compagnie del tabacco per delineare un piano che aiutasse l’industria ad affrontare il problema fumo e salute. Un memorandum di Hill & Knowlton descrive il proprio compito come segue: “Abbiamo un lavoro essenziale, che può essere semplicemente chiamato: Stop al panico pubblico! C’è solo un problema – fiducia e come stabilire la fiducia; rassicurazione pubblica, e come crearla. . . E, soprattutto, come liberare milioni di americani dalla paura e dal senso di colpa che sorge nel profondo delle loro profondità biologiche, ogni volta che accendono una sigaretta “(42).

I documenti delle industrie del tabacco rivelano come esse abbiano lavorato insieme fin dai primi anni ’50 per creare una campagna di pubbliche relazioni pro-sigaretta, volta ad ingannare il pubblico riguardo ai pericoli del fumo per far avanzare il loro interesse di mercato.

La scienza asservita al mercato

Gli scienziati sono stati il ​​perfetto supporto per l’attività di pubbliche relazioni dell’industria del tabacco per rispondere alle accuse secondo cui il fumo di sigaretta era dannoso per la salute. Gli scienziati potevano richiedere ulteriori ricerche, dando l’impressione che ci fossero divergenze e polemiche. Inoltre, sostenendo la ricerca scientifica, l’industria sarebbe stata vista come qualcosa di positivo che intendeva affrontare le gravi accuse secondo cui il fumo era dannoso (43).

La “Dichiarazione aperta ai fumatori di sigarette” (the Frank Statement …) informò il pubblico che l’industria del tabacco: “collaborerà strettamente con coloro che hanno il compito di salvaguardare la salute pubblica” e che avrebbe sostenuto la ricerca indipendente in tutte le fasi del consumo e della salute del tabacco. Secondo un comunicato stampa della TIRC, lo scopo dell’organizzazione era “. . .incoraggiare e sostenere i ricercatori qualificati nei loro sforzi per saperne di più sul fumo e sulla salute “(44). Tuttavia, nel primo anno di attività, il TIRC non finanziò nessuna ricerca indipendente, ma utilizzò le risorse per organizzare una aggressiva campagna di relazioni pubbliche (45). Nel 1955, il dottor Clarence Little, primo direttore scientifico del TIRC (in passato era stato anche managing director della American Cancer Society), apparve nello show di Edward R. Murrow che le chiese: ”Dottore, non è stato identificato alcun agente cancerogeno nelle sigarette?”. Dr. Little rispose: “No. Nulla di tutto ciò, né nelle sigarette né in alcun prodotto del fumo, come tale.” Gli fu anche chiesto: “Supponiamo che l’enorme quantità di ricerche in corso rivelasse che c’è un agente cancerogeno nelle sigarette, che farete poi?” “Il dottor Little rispose: “La notizia sarebbe resa immediatamente pubblica e nel modo più ampio possibile, e sarebbero compiuti tutti gli sforzi per tentare di rimuovere la sostanza o le sostanze cancerogene” (46).

Tuttavia, verso la fine degli anni ’50, stava diventando sempre più difficile per il TIRC apparire indipendente dall’influenza dei produttori di tabacco. Fu per questo motivo che nel 1958 il comitato per le comunicazioni del TIRC si separò per formare il Tobacco Institute, che aveva tra i suoi compiti: la divulgazione di materiale scientifico e medico relativo al tabacco, la cooperazione con agenzie governative e funzionari pubblici in riferimento all’industria del tabacco e la promozione del benessere pubblico (47). Nei suoi 40 anni di storia (1958-1998), il Tobacco Institute ha rappresentato la voce collettiva dell’industria del tabacco. Nel 1958, il Tobacco Institute aveva iniziato la sua attività con solo quattro persone, ma a metà degli anni ’70 il personale era aumentato fino a raggiungere le 32 unità (48).

Il Rapporto del 1964 su fumo e salute del Surgeon General non lasciava dubbi sul fatto che il fumo fosse dannoso per la salute; tuttavia, le compagnie del tabacco hanno continuato a insistere sul fatto che il ruolo causale del fumo non era ancora stato dimostrato. Tuttavia, le società del tabacco riconoscevano che stava diventando sempre più difficile per loro affrontare le critiche (51-54) e suggerire che stavano sostenendo la ricerca indipendente su fumo e salute dato il loro interesse finanziario agli esiti della ricerca.

Nel tentativo di creare una percezione di indipendenza dalle aziende del tabacco, un mese dopo la pubblicazione del primo rapporto su fumo e salute, il TIRC cambiò nome e divenne Council for Tobacco Research (CTR) (50). Tuttavia, il management rimase lo stesso e le prove dimostrano che gli avvocati dell’industria iniziarono ad esercitare un maggiore controllo su come venivano spesi i fondi (4, 51-54).

Dal 1964 in poi, il Tobacco Institute fece spesso riferimento al fatto che scienziati qualificati contestavano l’evidenza di un rapporto causale tra fumo e malattia. Ma, molti di questi cosiddetti scienziati indipendenti erano stati reclutati e avevano fatto le loro ricerche in programmi sostenuti dall’industria del tabacco attraverso il TIRC / CTR (55, 56). Ad esempio, nel 1970, il Tobacco Institute sponsorizzò la campagna di servizio pubblico ”Verità” che informava il pubblico sul fatto che c’era una controversia scientifica sul fumo come causa di malattia (57-59). La campagna ‘ Verità” incoraggiava le persone a contattare il TI per ottenere una copia di un Libro bianco che riportava citazioni di scienziati che contestavano la validità delle prove del rapporto causale fumo malattia. “Fondi del progetto speciale”, controllati dagli avvocati dell’industria, “erano usati per reclutare e sostenere gli scienziati disposti a rilasciare dichiarazioni e/o condurre ricerche considerate favorevoli al punto di vista del settore, finalizzate a mostrare che cause diverse dal fumo erano responsabili del cancro ai polmoni e altre malattie (51-54).

Sebbene TIRC e CTR abbiano finanziato anche ricerche sul cancro e altri problemi di salute legati al tabacco, i cui risultati furono pubblicati legittimamente su riviste scientifiche accreditate, gran parte della ricerca era molto lontana dall’affrontare la questione cruciale: se fumare sigarette causa il cancro o altre malattie. Una prova che il CTR avesse finanziato progetti di ricerca che avevano poco a che fare con fumo e la salute è in una inchiesta del 1989 tra scienziati che erano stati finanziati dal CTR. Veniva chiesto ai beneficiari se la loro ricerca avesse qualcosa a che fare con la relazione tra fumo e salute. Solo uno su sei scienziati rispose affermativamente a questa domanda (60).

I documenti interni dell’industria riconoscono che questi organismi (TIRC e CTR) svolgevano in gran parte attività di pubbliche relazioni per l’industria, piuttosto che effettuare un vero sforzo di ricerca per affrontare la controversia fumo e salute (51-54). Una lettera del 1970 di Helmut Wakeham, vicepresidente di ricerca e sviluppo presso Philip Morris al Presidente del Tobacco Institute riassume questo punto di vista: “nessuno crede che siamo interessati alla verità su questo argomento; e il fatto che un’industria multimiliardaria abbia investito 30 milioni di dollari nell’arco di 10 anni in questa ricerca non può impressionare un pubblico che, allo stesso tempo, viene a sapere che spendiamo più di 300 milioni di dollari all’anno in pubblicità “(61).

La cospirazione delle società del tabacco per fabbricare una falsa controversia su fumo e salute sono riassunte in a Memoria 1972TI, che definiva la strategia come composta da tre parti: “(a) creare dubbi sul carico sanitario senza effettivamente negarlo; (b) difendere i consumatori che hanno il diritto di fumare, senza in realtà esortarli a fumare; e (c) incoraggiare l’idea che la ricerca scientifica obiettiva è l’unico modo per risolvere la controversia del rischio per la salute” (62). Nella sua analisi dello scopo delle organizzazioni di ricerca finanziate congiuntamente dall’industria, la giudice Kessler ha osservato che TI, TIRC, CTR e CIAR hanno aiutato l’industria a raggiungere i suoi obiettivi perché “queste organizzazioni sponsorizzavano e finanziavano studi che servivano ad attaccare gli studi scientifici che avevano dimostrato gli effetti nocivi del fumo di sigarette, senza condurre ricerche per affrontare le domande fondamentali per quanto riguarda gli effetti nocivi del fumo sulla salute” (riferimento 8).

In sintesi, i documenti interni del settore mostrano come le compagnie del tabacco hanno deliberatamente confuso il dibattito pubblico sul fumo e sulla salute creando e supportando organizzazioni di ricerca che non sono mai state veramente interessate a scoprire la verità sul fatto che il fumo fosse una causa di malattia.

Le società produttrici di tabacco sono cambiate?

Il Master Settlement Agreement, l’accordo quadro di transazione del 1998 raggiunto tra i Ministri della giustizia di 46 stati americani e le cinque più grandi compagnie del tabacco in America, era destinato a riformare l’industria del tabacco, richiedendo alle aziende di modificare le loro pratiche di marketing e sciogliere il Tobacco Institute e le varie organizzazioni di ricerca che avevano sostenuto (vale a dire, CTR e CIAR). Nell’ottobre 1999, la Philip Morris Tobacco Company annunciò al pubblico sul suo sito web che, ”esiste un consenso medico e scientifico schiacciante che il fumo di sigaretta causa cancro ai polmoni, malattie cardiache, enfisema e altre malattie gravi nei fumatori” (10).

Tuttavia, quando gli azionisti proposero una risoluzione chiedendo all’azienda di produrre un rapporto su come intendeva correggere i difetti che hanno provocato la nocività dei prodotti (63), la società rispose che la risoluzione: ”. . . interpreta erroneamente la dichiarazione sul sito web della Società come una ammissione pubblica che le sigarette provocano malattia. Non lo è.” (64). Oggi, tutti i principali produttori di tabacchi hanno siti web che riconoscono che il fumo è una causa di malattia. Tuttavia, ancora nel 2007, il sito web della compagnia R.J. Reynolds, a proposito dei danni per la salute insisteva sul fatto che fumare “causa malattie in alcuni individui” solo ”in combinazione con altri fattori” (riferimento 8). Le compagnie del tabacco non sono state in grado di accettare la responsabilità per i loro atti illegali del passato.

Quindi, ora che le compagnie del tabacco riconoscono i danni per la salute, dovremmo credere che sono cambiate?

Secondo la giudice Kessler, la risposta è no perché la motivazione fondamentale del settore è fare profitti vendendo un prodotto letale e additivo. La Giudice Kessler ha paragonato l’industria del tabacco a un’ameba. . . che cambia per adattarsi alle sue esigenze attuali, aggiungendo organizzazioni quando necessario ed eliminandole quando diventano obsolete. . .ma . . . come un’ameba, il suo scopo principale è rimasto lo stesso: la sopravvivenza dell’industria ” (riferimento 8, vedi pagina 1532). Infatti, Kessler ha notato che entro pochi mesi dalla firma dell’Accordo Quadro, Philip Morris pianificava come impiantare un nuovo programma di ricerca, utilizzando gli stessi uffici, persone e revisori delle organizzazioni soppresse.

In sintesi, non sembra che l’industria del tabacco sia cambiata dall’accordo quadro di transazione del 1998, ma ha trovato invece modi alternativi per sostenere la ricerca e creare controversie sui rischi del fumo per la salute. Ad esempio, nelle elezioni del 2006, l’industria del tabacco ha speso oltre 100 milioni di dollari USA contro le proposte, di limitare il fumo nei luoghi pubblici e aumentare le tasse sulla sigaretta, avviate a livello di singoli Stati.

I documenti interni dell’industria rivelano che le compagnie del tabacco, già alla fine degli anni ’50, sapevano e per la maggior parte accettavano l’evidenza che il fumo di sigarette è causa di cancro, che le compagnie hanno cospirato per confondere deliberatamente il dibattito pubblico su fumo e salute e, a tal fine, cooptato scienziati attraverso l’offerta di finanziamenti alla ricerca forniti da organizzazioni ombra “indipendenti”. L’impresa portata avanti con le organizzazioni ombra (Tobacco Institute, TIRC, ed altre) può essere risuscitata, ricreata o reincarnata ogni volta che [le aziende produttrici di tabacco] lo desiderino “(riferimento 8, vedere pagina 1534). E’ il pensiero espresso nella sentenza del giudice Kessler ed implica che non si dovrebbe avere fiducia nelle compagnie del tabacco.

 

 

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Fonti

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Brandt AM. The cigarette century. 2007

L’invenzione del marketing ha fatto sì che le sigarette, nella pubblicità e nel cinema, fossero profondamente legate alle nozioni moderne di fascino e sex appeal. È difficile trovare una foto di Humphrey Bogart o Lauren Bacall senza sigaretta. Nessun prodotto è stato così fortemente promosso o è diventato così profondamente radicato nella coscienza americana. E nessun prodotto ha ricevuto un controllo scientifico così prolungato.

Lo sviluppo di nuove conoscenze mediche che dimostrano i terribili danni del fumo e alla fine ha posto le basi e fornito un modello per l’evoluzione della medicina basata sull’evidenza. In risposta, l’industria del tabacco ha progettato una campagna di disinformazione scientifica cercando di ritardare, interrompere e sopprimere questi studi.

Usando un massiccio archivio di documenti precedentemente segreti, lo storico Allan Brandt mostra come l’industria ha aperto la strada a queste campagne, in particolare usando l’interesse speciale di lobbying e la capacità di eludere la regolamentazione.

Ma anche se il predominio culturale della sigaretta è diminuito e il consumo è diminuito drasticamente negli Stati Uniti, Big Tobacco rimane saldamente posizionato per espandersi in nuovi mercati globali. Le implicazioni per il futuro sono enormi: 100 milioni di persone sono morte per malattie legate al fumo nel 20° secolo; nei prossimi 100 anni, ci aspettiamo 1 miliardo di morti in tutto il mondo.