Il Fumo aumenta il Rischio di Demenza

Una scheda informativa ASH (Action Smoking and Health): Smoking and Dementia (scarica il file PDF in italiano)

Questa scheda informativa esamina i legami tra fumo e demenza. Il 14,4% degli adulti in Inghilterra sono fumatori correnti e il fumo contribuisce a quasi 78.000 morti ogni anno.1 Il fumo è associato ad un aumentato rischio di demenza.2
Nel 2017, su iniziativa della rivista Lancet, una commissione sul rischio di demenza ha classificato il fumo al terzo posto tra 9 fattori di rischio per demenza modificabili.3 E l’OMS stima che il 14% dei casi di malattia di Alzheimer in tutto il mondo siano potenzialmente attribuibili al fumo.4
A livello globale, ci sono circa 50 milioni di persone che vivono con demenza.

DEMENZA

Demenza è un termine generico per una serie di condizioni neurodegenerative progressive caratterizzate da sintomi quali perdita di memoria, difficoltà di pensiero, di risoluzione dei problemi o di linguaggio (funzione cognitiva). I tipi più comuni di demenza sono la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare, la demenza frontotemporale e la demenza con corpi di Lewy.5 La demenza può essere anche una combinazione di diversi tipi, per cui a volte viene definita demenza mista.6 In tutti i tipi di demenza, le cellule cerebrali degenerano e muoiono più rapidamente rispetto al normale processo di invecchiamento.7 8.
La demenza si verifica prevalentemente nelle persone anziane ed è una conseguenza delle complesse interazioni tra fattori genetici, ambientali e di stile di vita.9
La demenza a esordio tardivo (nelle persone di età superiore ai 65 anni) è la forma comune più frequente, e rappresenta oltre il 90% dei casi.10
I due principali tipi di demenza sono il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare.11
L’Alzheimer, la causa più comune di demenza, è una malattia fisica in cui il cervello diventa viene sempre più danneggiato provocando un progressivo peggioramento dei sintomi. L’aspettativa di vita dopo la diagnosi è in genere da tre a undici anni.12
La causa del morbo di Alzheimer è poco conosciuta, ma la malattia è caratterizzata dall’accumulo di placche formate da proteine ​​amiloidi e di aggregati filamentosi nel cervello.13 Questo porta a una perdita di connessioni tra i nervi cellule che esita nella morte dei neuroni e perdita di tessuto cerebrale.9 14
Studi genetici hanno scoperto che ci sono più di 20 geni associati a suscettibilità alla malattia di Alzheimer 15. I fattori di rischio genetici interagiscono probabilmente con fattori di rischio ambientali modificabili facendo aumentare ulteriormente il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.16
La demenza vascolare è la demenza causata da disturbi nell’afflusso di sangue al cervello. Ci sono molti sintomi presenti sia nella malattia di Alzheimer che nella demenza vascolare, il che comporta possibili difficoltà nella diagnosi.17 Circa il 20% delle persone che hanno un ictus sviluppa una demenza nei sei mesi dopo l’ictus.18

LEGAME TRA FUMO E DEMENZA

Una meta-analisi di studi intrapresi negli anni ’90 e nei primi anni 2000 ha rilevato che, rispetto ai non fumatori, gli attuali fumatori avevano un rapporto di rischio di 1,79 per il morbo di Alzheimer e di 1,78 per la demenza vascolare.19 Una revisione sistematica ha rilevato probabilità leggermente inferiori, con rischi di 1,59 per l’Alzheimer e 1,35 per demenza vascolare.20 Una revisione più recente di 37 studi ha rilevato che rispetto ai non fumatori, gli attuali fumatori avevano un rischio di demenza (di qualsiasi tipo) aumentato di 1,30 e un rischio di 1,40 per il morbo di Alzheimer.21
Un ampio studio finlandese ha scoperto che coloro che erano stati forti fumatori (più di due pacchetti al giorno) nella mezza età, avevano un rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer o altre forme di demenza due decenni più tardi, più che doppio rispetto a quelli che non avevano fumato.
Ciò suggerisce che esiste una possibile relazione dose-risposta – cioè più uno fuma, più alto è il rischio di sviluppare demenza.22 Risultati simili sono stati registrati nel Honolulu-Asia Aging study (odds ratio per il morbo di Alzheimer di 2,18 per il medio fumatore e 2,40 per il forte fumatore) 23, in uno studio cinese che ha messo in luce che il rischio aggiustato di malattia di Alzheimer era significativamente aumentato tra i fumatori medio-forti rispetto a quelli leggeri.24
L’OMS stima che il 14% dei casi di malattia di Alzheimer in tutto il mondo siano potenzialmente attribuibili al fumo.4

False piste
Questa evidenza contraddice i risultati di alcuni studi condotti all’inizio degli anni ’90 che avevano suggerito che il fumo avesse addirittura un effetto protettivo contro la demenza, in particolare il morbo di Alzheimer.25 Era stato ipotizzato che la nicotina potrebbe compensare la perdita di recettori cerebrali nicotinici, associata al morbo di Alzheimer. Questa teoria è stata perpetuata dall’industria del tabacco che ha influenzato un certo numero di studi che esaminano il fumo e le malattie mentali 26. 27 Questa teoria è attualmente screditata.
Il bias di selezione può influenzare il risultato di alcuni studi poiché, rispetto a quella dei non fumatori, la proporzione di fumatori che muore prematuramente è più elevata.28 E’ per questo possibile che l’associazione del fumo come fattore di rischio per demenza sia stata oscurata.29

Possibili meccanismi fisiopatologici
Per quanto riguarda i meccanismi che collegano fumo e demenza, la comprensione che se ne ha attualmente è limitata. Tuttavia, l’esposizione cronica al fumo di sigaretta è stata collegata allo stress ossidativo che è collegato alla demenza. Il fumo aumenta anche il rischio di sviluppare ictus e ipertensione che sono fattori di rischio per la malattia di Alzheimer.6

FUMO PASSIVO E DEMENZA
Sono state trovate prove di un’associazione tra fumo passivo e demenza 30, 31. Una recensione di tre studi trasversali ha mostrato, negli anziani, un’associazione significativa tra esposizione a fumo passivo e deterioramento cognitivo, con un rischio relativo di 1,3-1,9. 32 Altri studi suggeriscono che potrebbe esserci una relazione dose-risposta per chi è esposto al fumo passivo per molti anni.33 34 35 36

FATTORI PROTETTIVI
Le persone che adottano uno stile di vita sano hanno meno probabilità di sviluppare la demenza. Non fumare, fare esercizio fisico regolarmente, mantenere un peso sano, seguire una dieta bilanciata e bere alcolici nei limiti del basso rischio sono comportamenti che contribuiscono a minimizzare il rischio di demenza, oltre a ridurre il rischio di cancro, malattie circolatorie e altri disturbi mentali.37 Poiché non esiste una cura per la demenza, è essenziale identificare e aumentare la consapevolezza di questi fattori di rischio modificabili al fine di ridurre il peso della malattia sulla società. Applicando modelli matematici, uno studio australiano ha stimato che per ogni riduzione del 5% nella prevalenza del fumo ci sarebbe una analoga riduzione nel rischio di demenza pari al 2%.39

INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE E DEMENZA
Globalmente, ci sono circa 50 milioni di persone che vivono con demenza, un numero che si prevede triplicherà entro il 2050.40 Nel Regno Unito, circa 850.000 persone vivono con questa condizione. L’Alzheimer’s Society prevede che, se non verrà intrapresa alcuna azione e le tendenze attuali continueranno, questo numero supererà il milione entro il 2021 e i due milioni entro il 2051.41
L’aumento della demenza è in gran parte dovuto all’invecchiamento della popolazione; l’età avanzata è il più grande singolo fattore di rischio per la demenza. Come è stato osservato in un editoriale del Lancet nel  2015: “L’invecchiamento delle popolazioni è la prossima sfida globale per la salute. Durante i prossimi 5 anni, per la prima volta nella storia, le persone di 65 anni in su saranno più numerose dei bambini di età inferiore ai 5 anni.” 42 Dopo i 65 anni, il rischio di una persona di sviluppare il morbo di Alzheimer raddoppia circa ogni 5 anni. Dopo gli 80 anni, una persona su sei ha la demenza.43 Ma, la demenza non è una parte inevitabile dell’invecchiamento.

BENEFICI DELLA CESSAZIONE DEL FUMO
Smettere di fumare a qualsiasi età è vantaggioso e più presto una persona smette, maggiori saranno i benefici in termini di aspettativa di vita. I fumatori a lungo termine perdono in media 10 anni di vita, rispetto a quelli che non hanno mai fumato.44 Uno studio longitudinale condotto su medici britannici di 50 anni ha mostrato che le persone che smettono di fumare a 60, 50, 40 o 30 anni, hanno rispettivamente, circa 3, 6, 9 o 10 anni di aspettativa di vita in più.44 In un altro studio, sia coloro che hanno smesso a lungo termine sia i mai fumatori sono stati trovati a ridotto rischio di malattia di Alzheimer e demenza vascolare rispetto ai fumatori.45  Lo studio di coorte di Whitehall ha rilevato che, rispetto ai non fumatori, i fumatori di mezza età hanno avuto un declino cognitivo più veloce. Tuttavia, tra gli ex fumatori che si erano astenuti dal fumare per almeno 10 anni, non ci sono state ripercussioni negative sul declino cognitivo.46
Smettere di fumare nella mezza età e tenere sotto controllo altri fattori di rischio ridurrà il rischio di demenza.
Ci sono anche benefici per la salute immediati, anche dopo che una persona è stata diagnosticata con la malattia, come la riduzione della pressione arteriosa e una migliore funzionalità polmonare.
Le persone con fasi iniziali di demenza che fumano e sono riluttanti a smettere, o trovano difficile smettere, possono trarre vantaggio dall’utilizzo di sigarette elettroniche per ridurre i danni causati dal fumo. Le principali organizzazioni di salute pubblica del Regno Unito, tra cui il Royal College General Pratitioners, British Medical Association e Cancer Research UK concordano sul fatto che le sigarette elettroniche sono molto meno dannose del fumo. Sulla base di una valutazione delle prove internazionali disponibili sottoposte a valutazione tra pari, Public Health England e il Royal College of Physicians stimano che la riduzione del rischio sia almeno del 95% .47

RISCHIO DI INCENDI
Le persone affette da demenza che fumano hanno un aumentato rischio di incendi in casa, poiché sono meno attente a spegnere completamente le sigarette e smaltirle correttamente.48 Per ridurre il rischio di incendio, è vantaggioso aiutare le persone con demenza a smettere di fumare il prima possibile. Possono essere facilitati dall’adozione di politiche senza fumo nelle case di cura residenziali. Sebbene le camere da letto e le camere per fumatori nelle case di cura, nel Regno Unito, siano esentate dal rispetto della legge sulla sicurezza sul lavoro, relativamente al fumo, i dirigenti possono scegliere di rendere l’intero edificio senza fumo.49 A condizione che questa politica sia comunicata ai residenti e ai loro parenti, oltre che essere debitamente applicata, un ambiente senza fumo diventa più sicuro e gradevole per il personale, i residenti e i visitatori.

Per maggiori informazioni visita: http://ash.org.uk/category/information-and-resources/

RIFERIMENTI

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