Proprio questo è il momento di dire basta ai privilegi fiscali per le sigarette a tabacco riscaldato!

Un appello del Professor Garattini per eliminare i vantaggi fiscali concessi ai prodotti a tabacco riscaldato

L’abbiamo detto molte volte: esiste un’evidenza scientifica che in Italia l’aumento della tassazione sui prodotti del tabacco sia una strategia efficace, attuabile e raccomandata dall’intera comunità scientifica per il controllo del tabagismo. E’ stato dimostrato che non favorisce soltanto la salute dei cittadini, ma anche la finanza pubblica. In Francia l’hanno capito, e oggi un pacchetto di Marlboro costa 10€. In Italia, invece, il prezzo di un pacchetto di Marlboro non raggiunge ancora i 6€. E sì che la tassazione per i prodotti di tabacco è fortemente accettata non solo dai non fumatori, ma anche da una sostanziale parte degli stessi fumatori, qualora le entrate aggiuntive venissero destinate a finanziare interventi per la cessazione del fumo.

E’ importante che non vi siano differenze significative di prezzo tra i diversi tipi di tabacco. Un aumento della tassazione, infatti, rischierebbe di fare semplicemente passare i fumatori al prodotto più economico. E’ questo il caso dei tabacchi trinciati per sigarette rollate a mano, che costano ancora quasi la metà rispetto alle sigarette confezionate, e che sono sempre più usate in Italia, soprattutto dai più giovani.

E’ questo anche il caso delle sigarette a tabacco riscaldato (in inglese, heated tobacco products, HTP). A dicembre 2014, Philip Morris International (PMI) lanciò in Italia e in Giappone il primo HTP, denominato IQOS. Dopo una fase di regime fiscale equiparato agli altri prodotti del tabacco, i produttori hanno goduto di un’aliquota fiscale molto ridotta, incamerando i proventi come profitti, senza abbassare i prezzi.
L’Italia, grazie verosimilmente ad un contesto politico favorevole per l’industria del tabacco, veniva scelta come paese pilota per il lancio di questo nuovo prodotto sul mercato europeo. Oggi, IQOS e altri HTP, tra cui Glo della British American Tobacco, sono disponibili in Italia e nel mercato della maggior parte dei paesi ad alto reddito.

Le vendite di HTP sono aumentate sostanzialmente negli ultimi anni. Oggi gli HTP rappresentano il terzo prodotto di tabacco più venduto in Italia, dopo sigarette tradizionali e tabacco per sigarette rollate a mano, superando il 5% della quota di mercato totale. Nel 2019, in Italia, circa 600.000 adulti utilizzavano (occasionalmente o regolarmente) gli HTP. La prevalenza dell’uso di HTP era più elevata tra i fumatori, ma non si limitava a questi. Infatti, è stato osservato come degli 800 mila adulti italiani che avevano provato IQOS nel 2017-2018, oltre il 30% erano persone che non avevano mai fumato. Inoltre, del milione e mezzo di adulti italiani che avevano intenzione di provare IQOS, oltre il 40% erano non fumatori (vale a dire, persone che non avevano mai fumato o ex fumatori da più di un anno).

Questi prodotti godono oggi di numerosi benefici fiscali e legislativi. In particolare, le accise degli HTP in Italia sono un quarto rispetto a quelle delle sigarette tradizionali. Inoltre, gli HTP non sono soggetti ai divieti di fumo nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro, ai divieti pubblicitari e alle avvertenze sanitarie con immagini shock sui pacchetti. Questi benefici sono stati riconosciuti agli HTP perché considerati prodotti a minor rischio di salute rispetto alle sigarette tradizionali. Peccato che le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la posizione della Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco della stessa OMS, e la valutazione della Food and Drug Administration (FDA) USA, non confermino questo assunto. La verità è che, almeno in Italia, non esiste oggi alcun esperto di controllo del tabagismo indipendente disposto a “spezzare una lancia” a favore degli HTP.
A conferma di ciò, nell’aprile 2018, PMI ha richiesto al Ministero della Salute italiano di riconoscere la ridotta tossicità e il ridotto rischio di HTP rispetto ai prodotti tradizionali, nelle stesse condizioni d’uso. Tali slogan di marketing sono stati respinti da una commissione di 15 esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, e, di conseguenza, dal Ministero della Salute.

Bisogna urgentemente rivedere gli indebiti enormi benefici che gli HTP hanno in Italia. E’ necessario equiparare la tassazione degli HTP al livello di tassazione delle sigarette tradizionali.
Le maggiori entrate ottenute dall’aumento di tassazione per gli HTP potrebbero essere destinate a sostenere la ricerca indipendente sul controllo del tabagismo, e a supportare l’attività dei centri anti-fumo.
Ciò avrebbe importanti implicazioni di salute pubblica sui fumatori e sui pazienti con patologie tabacco-correlate, tra cui il tumore del polmone, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la fibrosi polmonare, l’interstiziopatia, l’asma bronchiale, etc. Questo è il momento giusto per eliminare i benefici fiscali degli HTP visto che i fumatori e i pazienti con comorbidità croniche rappresentano proprio quelle sotto-popolazioni ad un maggior rischio di complicazioni (necessità di terapia d’urgenza o decesso), in caso di contagio COVID-19.

Prof. Silvio Garattini (Istituto Mario Negri, Presidente)

Gruppo Promotore di Tobacco Endgame in Italia
Società Italiana di Tabaccologia (SITAB)

Silvano Gallus, Istituto Mario Negri, Milano
Alessandra Lugo, Istituto Mario Negri, Milano
Giovanni Pirone, Università Vanvitelli, Napoli
Giovanni Inciso, ASL 3, Meta di Sorrento, Napoli
Adele Chierchia, Tecnologo Alimentare
Eugenio Caradonna, Deputy Scientific Director, Gemelli Molise
Ciro Ciaramella, San Nicola la Strada, Caserta
Tiziana Fanucchi, Ospedale Universitario Careggi, Firenze
Nenè Mangiacavallo (già Presidente Federazione Malattie Polmonari Sociali; già Sottosegretario alla Salute)
Bruno Paura, Università del Molise
Anna Odone, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano

Se sei anche tu a favore di politiche fiscali sul tabacco finalizzate alla salute e non agli interessi delle grandi compagnie del tabacco, firma questo appello, mandando una e-mail a silvano.gallus@marionegri.it entro il 10 Aprile 2020, scrivendo in oggetto “Adesione all’appello del Prof. Garattini su Tobacco Endgame” .