Le prime prove che collegavano fumo e cancro risalgono agli anni ’20 (15). Tra il 1920 e il 1940, un chimico di nome A.H. Roffo dimostrò che il cancro può essere indotto sperimentalmente dall’esposizione al catrame che si forma dalla combustione del tabacco e che il cancro può essere indotto usando anche tabacco privo di nicotina, il che significa che cancerogeno é il catrame (16). Diversi casi clinici e serie di casi pubblicati dagli anni ’30 avevano rilevato che la maggior parte dei pazienti affetti da tumore polmonare fumava molto. Nel 1939 la prima volta e poi nel 1950 furono pubblicati i risultati di studi che comparavano i pazienti con gruppi di controllo formati da uomini ospedalizzati per altre condizioni. Infine ebbero maggiore impatto gli articoli di Wynder e Graham e di Doll e Hill, pubblicati nel 1950 e poi nel 1954. Questi studi erano più ampi, più rigorosi e precisi (17-23)

A livello di istituzioni, la prima dichiarazione ufficiale su fumo e salute fu fatta nel 1957 negli Stati Uniti, quando, in una conferenza stampa televisiva, il Ministro della Salute riferì che le prove scientifiche a supporto del fatto che il fumo causa il cancro del polmone (erano schiaccianti 24, 25).

Nelle loro dichiarazioni pubbliche, le compagnie del tabacco sostennero che non c’era dimostrazione che le sigarette fossero dannose per la salute. Per esempio, un comunicato stampa del novembre 1953 pubblicato dal American Tobacco Company diceva ”. . . Ancora nessuno ha dimostrato che il cancro ai polmoni in qualsiasi essere umano è direttamente riconducibile al tabacco o ai suoi prodotti in qualsiasi forma “(27). Il titolo di un resoconto del New York Times basato su questo comunicato stampa, era che il Presidente dell’American Tobacco Company aveva detto che le prove di un’associazione tra sigaretta e aumento del cancro ai polmoni non erano altro che finito parole in libertà (28). Nel 1954, il vicepresidente di Philip Morris, George Weissman annunciò che se la compagnia avesse avuto una qualsiasi conoscenza che stava vendendo un prodotto dannoso per i consumatori, avrebbe bloccato immediatamente gli affari (29).

Tuttavia, scienziati senior e dirigenti delle aziende produttrici di tabacco erano a conoscenza del rischio di cancro, fin dagli anni ’40, e la maggior parte di essi, alla fine degli anni ’50, accettava come un dato di fatto il rapporto causale tra fumo e cancro (30-34). Un memorandum del 1939 del Direttore delle ricerche dell’American Tobacco Company, Hanmer affermava: ‘Abbiamo seguito il lavoro di Roffo per qualche tempo, e sento che è una sfortuna che le sue affermazioni riguardanti il ruolo del fumo come causa di cancro abbia ricevuto tanto ampia diffusione’ (30). Alcuni anni dopo, H.B. Parmele, uno scienziato della compagnia Lorillard scrisse un rapporto per il comitato industriale dell’azienda in cui si osservava: “Alcuni scienziati e le autorità mediche hanno sostenuto per molti anni che l’uso del tabacco contribuisce allo sviluppo del cancro nelle persone suscettibili. Ora sono state presentate prove sufficienti per giustificare tale presunzione . . . cioè la prova che il benzopirene, un prodotto della combustione del tabacco, possiede una definita proprietà cancerogena” (31). Nel 1953, un chimico di R.J. Reynolds la compagnia del tabacco, Claude Teague ha prodotto una revisione della letteratura su fumo e cancro facendo riferimento a 78 articoli, arrivando alla seguente conclusione: ”. . .studi clinici tendono a confermare la relazione tra pesante e prolungato fumo di tabacco e incidenza di cancro ai polmoni ” (32). Tre scienziati della British American Tobacco Company hanno riferito nel 1958 i risultati di una visita al Stati Uniti, in cui avevano indagato in che misura gli scienziati dell’industria del tabacco e quelli al di fuori dell’industria accettavano la tesi del fumo di sigaretta come causa di cancro ai polmoni (33). Il loro rapporto concludeva che “‘con una sola eccezione [HSN Green della Yale University] le persone con cui ci siamo incontrati credevano che il fumo causasse il cancro ai polmoni, se per “causalità” intendiamo ogni catena di eventi che conduce alla fine al cancro del polmone e che comporta il fumo come anello indispensabile”(33).

Nel 1961, Arthur D. Little Company fornì alla Liggett e Myers Tobacco Company un report confidenziale in cui si affermava che nel tabacco della sigaretta sono presenti sostanze biologicamente attive. Queste sono: a) causa del cancro; b) iniziatori del cancro; e c) tossiche” (34). Nel 1961, in una relazione presentata al comitato di ricerca e sviluppo di Philip Morris si riconosceva che c’erano le prove che il fumo può essere un fattore causale nel cancro del polmone e veniva incluso un elenco parziale di agenti cancerogeni identificati nel fumo della sigaretta (35). Un rapporto del 1962 preparato dal Dr. Alan Rodgman, scienziato della R.J. Reynolds, ha definito “schiacciante” la quantità di prove accumulate per indicare il fumo di sigaretta come rischio per la salute, mentre le prove contrarie era definite “scarse” (36).

In sintesi, i documenti interni dell’industria rivelano che alla fine degli anni ’50 le aziende produttrici di tabacco sapevano delle prove e per la maggior parte accettavano il fatto che il fumo di sigaretta é causa di cancro.