Milano: nel piano decennale per ripulire l’aria dallo smog c’è pure l’endgame del tabacco

A partire da marzo, non sarà consentito fumare in aree all’aperto coperte da tettoie, come le pensiline alle fermate di mezzi pubblici

Lo ha annunciato il Sindaco di Milano presentando il piano per l’Aria e il Clima con cui la città intende reagire e mettere sotto controllo lo smog.

La decisione di includere anche i provvedimenti di estensione progressiva dei divieti di fumare anche ad ambienti all’aperto, fino a liberare tutta la città, è sostenuta da studi scientifici che mostrano che l’importanza del fumo per la qualità dell’aria nelle città è maggiore di quanto fino ad ora ritenuto. Sapiente è l’adozione di un orizzonte temporale di 10 anni per rendere progressiva la liberazione dal fumo degli spazi aperti: per primi quelli provvisti di tettoie, come ad esempio le pensiline o i dehors, oppure laddove ci sono code o assembramenti di persone, a seguire le strade canyon in cui scarso è il ricambio d’aria, infine le strade più larghe.

L’annuncio del Sindaco di Milano non sembra una uscita estemporanea volta a colpire l’attenzione dei media, ma piuttosto una scelta forte e meditata, per vari motivi:

Ha alle spalle gli studi e le competenze di gruppi di ricerca che a Milano sono per fortuna presenti e attivi e che hanno supportato l’Amministrazione.

Rilancia l’attenzione sul fumo come questione fondamentale in Italia non solo per la salute , ma anche per l’ambiente.

Rilancia il ruolo delle istituzioni locali nelle politiche contro il fumo. Già alla fine degli anni ’90 , le amministrazioni di varie città (Bologna, Torino, Firenze ed altre) anticiparono i divieti di fumare nei luoghi pubblici, facendo crescere la consapevolezza dei media e del pubblici.

L’iniziativa mostra che i Sindaci possono riprendere a indicare la direzione di marcia, in un periodo storico in cui, anche per la grave crisi economica in cui versa l’Italia, i governi centrali e il Parlamento appaiono cedevoli alle pressioni della Lobby del tabacco e pronti a dimenticare le ragioni della salute dei cittadini in cambio di un investimento della Philip Morris o di un acquisto di tabacco da parte di Japan Tobacco International.

Attrezzarsi con argomentazioni forti per politiche giuste in difesa di salute e ambiente

Bisogna sostenere il piano della città di Milano con le argomentazioni che lo giustificano capaci di convincere l’opinione pubblica e controbattere alle critiche e alle campagne di discredito che, senza dubbio, l’industria del tabacco e i suoi gruppi di facciata metteranno in campo.

Le argomentazioni dovrebbero riguardare non solo la base scientifica della politica da intraprendere, cioè i benefici attesi per la salute e per l’ambiente, ma anche la base etica di una previsione che limita la libertà dei fumatori, la base economica (i vantaggi sul piano economico) e la fattibilità (le esperienze di altri paesi ed i problemi incontrati in quei casi).

Il Gruppo Promotore di Tobacco Endgame appoggerà la proposta dell’Amministrazione Comunale di Milano e – forte della sua indipendenza da interessi commerciali – si impegnerà a rendere disponibili a quante più persone possibile dati di fatto obiettivi.

Fonti: