Aggiornamento al 14 Gennaio 2020: 2668 casi e 60 decessi

Il picco epidemico a Settembre 2019, i casi continuano a ridursi ma segnalazioni al CDC e decessi continuano. Nuovi dati a favore dell’ipotesi di un ruolo importante del THC e prodotti acquistati da fonti informali

Che cosa c’è di nuovo

  • A livello nazionale, la maggior parte dei pazienti che hanno riferito dati sulla fonte del prodotto ha riferito di aver acquistato prodotti contenenti Tetraidrocannabinolo (THC) solo da fonti informali, mentre la maggior parte dei prodotti contenenti nicotina è stata acquisita da fonti commerciali. I pazienti EVALI di età compresa tra 13 e 17 anni avevano maggiori probabilità, rispetto agli adulti, di essersi riforniti da fonti informali, sia per i prodotti contenenti THC che per quelli contenenti nicotina.
  • I dati provenienti dai dipartimenti di emergenza, riguardanti le sindromi, suggeriscono che l’epidemia di lesioni polmonari associate all’uso della sigaretta elettronica o prodotti da svapo (EVALI = e-cigarette, or vaping, product use associated lung injury) è cominciata nel mese di Giugno 2019 ed ha rapidamente raggiunto il picco nel mese di Settembre. Questi dati sono coerenti con i dati epidemiologici che riguardano i casi ospedalizzati (vedi più sotto “Casi e Decessi”).
  • I Dati di Laboratorio  supportano precedenti scoperte che permettevano di associare la vitamina E acetato a EVALI.
    • In questo studio, un gruppo di campioni raccolti da casi di EVALI di 16 stati diversi, è stato analizzato per presenza di vitamina E acetato, oli vegetali, olio di trigliceridi a catena media, olio di cocco, distillati di petrolio e diluenti terpenici. La stessa analisi è stata fatta su un gruppo di campioni provenienti da 99 persone sane.
    • La Vitamina E acetato è stata ritrovata nel liquido di lavaggio bronco-alveolare (BAL) di 48 dei 51 casi di EVALI, ma non era presente in nessuno dei campioni di BAL del gruppo di persone sane.
  • Stiamo anche assistendo a un progresso nell’indagine e nella risposta di sanità pubblica, il CDC rimane vigile. I Dati nazionali mostrano che alcuni pazienti affetti da EVALI, dimessi dall’ospedale, sono stati poi ricoverati di nuovo oppure sono morti. Le caratteristiche di questo gruppo di pazienti che hanno avuto bisogno di un nuovo ricovero o sono deceduti indicano che alcune condizioni mediche, come malattie cardiache, malattie respiratorie croniche e diabete, al pari dell’età avanzata, potrebbero rappresentare fattori che aumentano il rischio di malattia e morte tra i casi di EVALI.
  • Raccomandazioni del CDC: mentre l’indagine continua, CDC raccomanda che il modo migliore per le persone di assicurarsi di non correre rischi è quello di considerare l’astensione dall’uso dei prodotti di sigaretta elettronica e di svapo.

Casi e Decessi

Al giorno 14 Gennaio 2020, sono stati segnalati al CDC 2668 casi ospedalizzati di EVALI. Le notifiche provenivano da 50 stati, dal distretto di Columbia e dai territori di Puertorico e delle Isole Vergini.
I dati suggeriscono che l’epidemia potrebbe aver raggiunto il suo acme a metà settembre 2019 (guarda la curva epidemica), ma gli stati continuano ad inviare al CDC notifiche di nuovi casi, inclusi anche casi deceduti.

Stato in vita
60 morti sono stati confermati in 27 stati e nel distretto di Columbia. L’età mediana dei pazienti deceduti era di 51 anni e variava da 15 a 75 anni. L’età mediana dei morti era 51 anni. Altri decessi sono sotto inchiesta.

Sesso
Per 2602 pazienti le notifiche erano complete con i dati sul sesso: il 67% dei pazienti era di sesso maschile.

Età
Per 2602 pazienti conosciamo l’età: l’età mediana è di 24 anni, la minima è di 13 anni e la massima di 77 anni. Casi, per classe di età:

  • 15% dei pazienti ha meno di 18 anni;
  • 37% dei pazienti ha dai 18 ai 24 anni;
  • 24% dei pazienti ha dai 25 ai 34 anni;
  • 76% dei pazienti ha meno di 35 anni, il 24% ha 35 anni o più

Indagine sulle esposizioni e sulle cause

  • Non sono state scoperte prove coerenti di una causa infettiva. Pertanto, la causa sospetta resta un’esposizione chimica.
  • Gli ultimi risultati dell’indagine sulle lesioni polmonari associate all’uso di sigarette elettroniche o allo svapo suggeriscono che i prodotti contenenti Tetraidrocannabinolo (THC), la sostanza psicoattiva contenuta nella cannabis, svolgono un ruolo nell’epidemia.
  • Tra 1979 pazienti ospedalizzati che, al 7 Gennaio 2020, hanno riferito quali sostanze avevano svapato, con la sigaretta elettronica, nei tre mesi precedenti l’esordio dei sintomi:
    • il 57% dei pazienti aveva usato prodotti contenenti anche nicotina;
    • Il 13% aveva usato prodotti contenenti solo nicotina;
    • il 82% ha riferito di utilizzare prodotti contenenti anche THC;
    • il 34% ha riferito di aver utilizzato solo prodotti contenenti solo THC.
    • il 12% ha riferito di aver usato cannabidiolo, altra sostanza psicoattiva della cannabis, l’1% ha riferito di aver svapato prodotti contenenti esclusivamente cannabidiolo.

Presso quali fonti i pazienti si erano riforniti dei prodotti da svapo

  • Il 50% dei casi che avevano riferito di usare prodotti contenenti THC ha anche riferito come se li erano procurati.
    • il 16% ha riferito di averli acquistati solo da fonti commerciali (centri che dispensano cannabis per scopi medici o ricreativi, altri tipi di negozi, e pop-up shops, cioè negozi temporanei).
    • il 78% ha riferito di averli acquistati solo da fonti informali (familiari, amici, spacciatori, online, o altro).
    • il 6% ha riferito di essersi rifornito sia fonti commerciali che da fonti informali.
  • Il 54% dei casi che ha riferito di aver usato prodotti contenenti nicotina ha riferito anche come se li era procurati.
    • il 69% ha riferito di aver acquistato i prodotti solo presso negozi legali.
    • il 17% ha riferito di esserseli procurati solo da fonti informali.
    • il 15% ha riferito di essreseli procurati sia da fonte commerciale che informale.
  • I pazienti più giovani, quelli tra 13 e 17 anni, avevano fatto più frequentemente ricorso a fonti informali per procurarsi i prodotti a base di nicotina o THC .
    • Il 94% dei pazienti di 13–17 anni aveva acquistato prodotti contenenti THC solo da fonte informale contro il 62% di quelli che avevano 45 anni o più.
    • il 42% dei pazienti di 13–17 anni aveva acquistato prodotti contenenti nicotina solo da fonte informale contro il 12% di quelli che avevano 45 anni o più

La Vitamina E Acetato 

Test di laboratorio effettuati su campioni di liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL) provenienti da 29 pazienti di 10 stati diversi, hanno permesso di ritrovare, in tutti i campioni, una sostanza chiamata alfa-tocoferolo acetato oppure vitamina E acetato.
La vitamina E acetato viene utilizzata come additivo nei prodotti per sigarette elettroniche. Questa è la prima volta che rileviamo una sostanza chimica potenzialmente problematica in TUTTI i campioni biologici di pazienti con queste lesioni polmonari.
Il CDC raccomanda di non svapare prodotti che contengono THC (tetraidrocannabinolo una sostanza psicoattiva estratta dalla cannabis), in particolare se provenienti da fonti informali, come amici, familiari, rivenditori non autorizzati oppure online.

  • La Vitamina E è una vitamina che si trova in molti alimenti, incluso oli vegetali, cereali, carne, frutta e vegetali. E’ anche disponibile come integratore dietetico e presente in molti prodotti cosmetici, come le creme per la pelle.
  • La Vitamina E abitualmente non è dannosa quando ingerita come integratore o applicata sulla pelle. Tuttavia. precedenti studi suggeriscono che quando la sostanza viene inalata, può interferire con la normale funzionalità polmonare.
  • La Vitamina E è impiegata cone additivo nella produzione di sigarette elettroniche o prodotti da svapo, perchè è simile all’olio di THC. E’ anche usata come addensante negli e-liquid.

Altre informazioni:

Leggi tutte le informazioni sul sito del CDC