Due distinte epidemie in USA: quella di Lesioni Polmonari Associate a uso di Sigarette Elettroniche (EVALI) e l’epidemia di svapo tra i ragazzi — Implicazioni per la Salute Pubblica

Da un Editoriale del New England Journal of Medicine, lezioni valide anche per l’Italia

Le prime generazioni di sigarette elettroniche erano del tipo “usa e getta”, assomigliavano, nella forma, alle sigarette convenzionali ed erano progettate per fornire nicotina al consumatore. Le nuove generazioni sono ricaricabili, non assomigliano alle sigarette convenzionali e possono essere utilizzate per fornire varie sostanze, tra cui la nicotina e il tetraidrocannabinolo (THC), il componente psicoattivo nella marijuana.

Il consumo delle sigarette elettroniche tra i ragazzi è esploso nello stesso periodo in cui molti Stati hanno legalizzato l’uso di marijuana

Il mercato statunitense per i prodotti da svapo contenenti nicotina e/o THC si è notevolmente ampliato. Di recente, c’è stato un aumento senza precedenti dell’uso, da parte dei giovani, di sigarette elettroniche: nel volgere di meno di 10 anni, la percentuale di ragazzi delle scuole superiori che consumano sigarette elettroniche è passata da 1% a oltre il 25%.
Nel frattempo, un numero crescente di stati ha legalizzato l’uso di marijuana, un cambiamento che ha coinciso con mutamenti della percezione del rischio da parte del pubblico, la disponibilità di un’ampia varietà di prodotti contenenti THC o cannabidiolo, (un ingrediente non psicoattivo nella marijuana) e un aumento dell’uso di marijuana tra gli adulti, in particolare i giovani adulti.

Il dibattito sull’impatto dello svapo sulla salute pubblica

Alcuni prodotti contenenti nicotina, se usati da fumatori adulti come sostituti completi (e non come integratori) delle sigarette, possono aiutare la cessazione del fumo e potrebbero ridurre il rischio delle sigarette convenzionali. Tuttavia, l’uso di questi prodotti da parte dei giovani è motivo di preoccupazione.
Bisogna anche considerare le implicazioni del cambiamento dei modelli di consumo di marijuana, compreso l’uso crescente di prodotti da svapo contenenti THC, soprattutto alla luce della maggiore potenza di tali prodotti rispetto a quelli utilizzati ne precedenti decenni. L’impatto di queste tendenze sulla salute pubblica ha ricevuto finora scarsissima attenzione da parte della ricerca, anche quando l’uso di marijuana è diventato più diffuso, è cambiata le regolamentazione statale e si è espanso il mercato dei prodotti illegali.

Due distinte epidemie

In questo contesto, gli Stati Uniti assistono a due epidemie, legate allo svapo, distinte ma correlate: la recente epidemia di lesioni polmonari associate all’uso di e-cigs e e il continuo aumento dell’uso di e-cigs da parte dei giovani. L’implementazione di interventi volti a contenere queste epidemie dovrebbe prendere in considerazione alcuni fattori chiave sottostanti.

Epidemia di malattie polmonari associate a uso di sigarette elettroniche

Dal 1° agosto 2019 al 7 gennaio 2020, sono stati segnalati al CDC 2602 casi di EVALI, da tutti i 50 stati, dal Distretto di Columbia, da Porto Rico e dalle Isole Vergini statunitensi; 57 morti erano stati confermati. Tutti i pazienti con EVALI hanno riferito di utilizzare prodotti di svapo.
A livello nazionale, la maggior parte di questi pazienti ha riferito di utilizzare prodotti contenenti THC, ma alcuni hanno riferito un uso esclusivo di prodotti contenenti nicotina. L’età media dei pazienti era di 24 anni; Il 62% dei pazienti aveva un’età compresa tra 18 e 34 anni e il 16% aveva meno di 18,4 anni.

La maggior parte dei pazienti con EVALI ha riferito di aver ottenuto i prodotti da fonti informali, come amici, familiari o rivenditori oppure online.
Inoltre, in base ai test di laboratorio effettuati su campioni di liquido di lavaggio broncoalveolare (BAL) prelevato da 51 pazienti con EVALI, è stato rivelata presenza di THC nella maggior parte dei campioni e di acetato di vitamina E in tutti i campioni, mentre nessuna di queste sostanze è stata identificata nel liquido BAL da un gruppo di controllo. La vitamina E acetato può essere utilizzata come agente addensante nei prodotti di svapo contenenti THC, ma con le prove esistenti non è possibile escludere che altre sostanze chimiche contribuiascano allo sviluppo di EVALI.4

Epidemia di svapo tra i ragazzi USA

L’epidemia di svapo giovanile è di più lunga durata: l’uso corrente di sigarette elettroniche, o svapo, è aumentato del 900% tra gli studenti delle scuole medie e superiori statunitensi tra il 2011 e il 2015, è diminuito nel 2016 e poi è aumentato di nuovo tra il 2017 e il 2018, cancellando i progressi precedenti.
Nel 2019, più di 5,2 milioni di giovani negli Stati Uniti (il 27,5% degli studenti delle scuole superiori e il 10,5% degli studenti delle scuole medie) hanno riferito di usare correntemente sigarette elettroniche. 2 Al contrario, tra gli adulti il 3,2% (8,1 milioni) ha riferito dell’uso corrente di sigarette elettroniche, una percentuale rimasta stabile dal 2014 al 2018.

L’uso di questi prodotti tra i giovani è favorito da molteplici fattori, tra cui la pubblicità, i sapori stuzzicanti e la disponibilità di dispositivi facilmente occultabili che forniscono alti livelli di nicotina.
Anche la recente innovazione di prodotto ha dato un contributo: le cartucce tipo “mod pod”, come quelle di Juul, hanno spesso la forma di chiavette USB facili da occultare. La nicotina, in esse, è sotto forma di sali di nicotina, che consentono di inalare elevati livelli della sostanza, più facilmente e con minor irritazione rispetto alla nicotina base libera presente nelle sigarette elettroniche di vecchia generazione. E’ preoccupante Il fatto che si sia diffusa tra i ragazzi l’abitudine di assumere elevati livelli di nicotina, poiché la nicotina crea dipendenza e può danneggiare lo sviluppo del cervello, sviluppo che continua fino all’eta di 25 anni circa.

Differenze tra l’epidemia di svapo e quella di EVALI

Entrambe colpiscono prevalentemente i giovani e probabilmente hanno molteplici cause. Inoltre, è probabile che l’uso diffuso di sigarette elettroniche, compresi i prodotti che facilitano l’uso del THC, abbia creato l’ambiente che ha alimentato l’epidemia di EVALI.
Tuttavia, le epidemie differiscono in alcuni parametri chiave.
Mentre l’epidemia di svapo giovanile colpisce principalmente gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, quella di EVALI colpisce principalmente i giovani adulti dai 18 ai 34 anni, lo stesso gruppo di popolazione che presenta i più alti tassi di consumo di marijuana negli USA.
Mentre l’epidemia di svapo giovanile è causata dall’uso di prodotti contenenti nicotina, ottenuti principalmente da fonti formali, come i rivenditori autorizzati, l’epidemia di EVALI è causata dall’uso di prodotti contenenti THC, ottenuti da fonti informali e illecite, ed è collegata ad agenti addensanti o diluenti nelle formulazioni dei prodotti.4

Le epidemie di svapo tra i giovani e quella di EVALI richiedono un’azione immediata e determinata per proteggere la salute pubblica.

  • L’uso di prodotti da svapo in giovane età non è sicuro, indipendentemente dal fatto che essi contengano nicotina o THC.
    • marijuana e nicotina possono danneggiare lo sviluppo del cervello nel corso della giovinezza;
    • aumenta anche il rischio di diventare fumatori di tabacco e di cannabis.
    • A questi rischi si è aggiunto anche quello di lesioni da agenti chimici, come nel caso di EVALI.
  • Per controllare l’epidemia di svapo tra i ragazzi bisogna adeguare le strategie di controllo del tabacco: aumenti di prezzo, divieti di uso negli spazi coperti e campagne educative e nuove misure per regolare l’uso degli aromi.
  • Per controllare l’epidemia di EVALI
    • approfondire lo studio sulle cause, la diagnosi e il trattamento, informare la popolazione
    • impedire l’approvvigionamento di sostanze chimiche dannose.
    • monitorare le conseguenze derivanti dall’uso a lungo termine del THC mediante le sigarette elettroniche e gli esiti a lungo termine nei pazienti sopravvissuti.

Fonte:
King BA, Jones CM, Baldwin GT, Briss PA. The EVALI and Youth Vaping Epidemics — Implications for Public Health. DOI: 10.1056/NEJMp1916171 | January 17, 2020