L’accusa di corruzione che coinvolge l’Agenzia dei Monopoli e la Philip Morris riguarda la salute degli italiani

Lettera aperta alla stampa italiana

Gentile Direttore,

Il 5 Dicembre scorso, la Polizia di Stato ha emesso un comunicato con cui informava l’opinione pubblica che alcuni alti dirigenti dei Monopoli di Stato, l’agenzia che controlla produzione, distribuzione e vendita dei tabacchi lavorati, hanno favorito illecitamente la “PHILIP MORRIS Italia” a discapito degli altri produttori concorrenti, in cambio della promessa di assunzione di persone segnalate dagli stessi dirigenti pubblici e di altre utilità.
Ancora più grave è il fatto che, secondo il comunicato, l’influenza della Philip Morris all’interno della Agenzia sarebbe stata tale da metterla in grado di condizionare l’assegnazione degli incarichi apicali. In particolare, nell’ambito di una riorganizzazione delle direzioni dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, la Philip Morris avrebbe brigato affinché l’incarico di Direttore Centrale delle Accise e dei Monopoli venisse affidato a un uomo asservito alla compagnia.

La notizia è stata ripresa con risalto solo da Il Fatto Quotidiano, ma sottaciuta dalla gran parte della stampa italiana, un silenzio che meraviglia, visto che, se le accuse venissero confermate, ci troveremmo di fronte a un caso di: “controllato che controlla il controllore”, e – considerati gli interessi che ruotano attorno al settore dei tabacchi – saremmo di fronte a uno scandalo enorme: in mano a chi è messa in Italia la gestione dei tabacchi?

La questione non riguarda solo i commerci ma anche la salute
Se, in apparenza, la questione riguarda la lealtà della concorrenza nel settore commerciale, in realtà essa riguarda anche la salute degli italiani, trattandosi del commercio di un prodotto (la sigaretta) che uccide un consumatore su due e che rappresenta in Italia la principale minaccia alla salute pubblica. Per il seguente motivo.
Il prezzo delle sigarette è il principale determinante della loro accessibilità: quando il prezzo va su, la prevalenza di fumatori va giù. Il prezzo dei prodotti del tabacco è stabilito dalle aziende che perseguono i loro fini: tenere quanti più fumatori dipendenti dal tabacco, competendo tra loro per chi se ne accaparra di più.
D’altra parte, il Governo, supportato dall’Agenzia dei Monopoli, ha potere dispositivo in merito alla struttura della tassazione e all’entità delle accise, che rappresenta una componente rilevante del prezzo dei tabacchi lavorati. La tassazione, secondo l’OMS e la Banca Mondiale, è la leva che i governi devono usare saggiamente per far aumentare i prezzi delle sigarette e ridurre la frequenza di fumatori: (quando le tasse vanno su, la prevalenza di fumatori va giù). 
Da questo punto di vista, l’ipotesi che alcune multinazionali, ben note per i continui sforzi di interferire nelle politiche dei governi in tutto il mondo, possano avere tanta influenza all’interno dell’Agenzia è inquietante.

Deficit di trasparenza
Il rischio di corruzione e di infedeltà da parte dei pubblici funzionari aumenta laddove scarsa è la trasparenza, come è il caso della tassazione dei tabacchi, la cui regolazione è tanto ingarbugliata da consentire decisioni su cui c’è scarsa possibilità di controllo. Un esempio di ciò è rappresentato dalla vicenda dell’articolo 80 della Legge di bilancio 2020, che nell’ambito del capitolo II (tassazione con finalità ambientali e di salute), all’articolo 80 prevedeva un aumento delle tasse sui tabacchi. L’aumento è stato spiegato dalla nota tecnica del MEF e dell’Agenzia dei Monopoli che, curiosamente, contraddiceva il senso dell’articolo 80, adducendo dati non corretti o del tutto irrealistici. E’ finita che l’art. 80 dispone un aumento della tassazione del tutto irrisorio, pari a un centesimo a sigaretta.

E necessario che tutti coloro che hanno a cuore la salute pubblica prendano in esame la gravità delle implicazioni delle accuse della magistratura. Non è sufficiente che il MEF abbia sospeso gli inquisiti dai loro incarichi. Bisogna ricordare che l’industria interviene a vari livelli e con varie tattiche per interferire nella regolamentazione del tabacco e boicottare ogni misura in grado di minacciare i suoi profitti: i professionisti della salute devono vigilare e  far sentire la propria voce.

Per approfondire, leggi: Indagati per corruzione alti dirigenti del settore Tabacchi dell’Agenzia dei Monopoli e personale Philip Morris

Il Tobaccoendgame, sostenuto dalla Società scientifiche della sanità pubblica italiana, è composto da: 

Prof. Fabrizio Faggiano – Associazione Italiana di Epidemiologia
Dr. Vincenzo Zagà – SITAB Società Italiana di Tabaccologia
Dr. Laura Bodini – Società Nazionale Operatori della Prevenzione
Prof. Maria Sofia Cattaruzza – Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva
Dr. Paolo D’Argenio – Associazione Italiana di Epidemiologia
Dr. Silvano Gallus – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Dr. Giuseppe Gorini – Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPRO)
Dr. Giacomo Mangiaracina – Agenzia Nazionale per la Prevenzione