L’INDUSTRIA DEL TABACCO DANNEGGIA L’ECOSISTEMA

… e, con le attività di Pubbliche Relazioni, svia l’attenzione dell’opinione pubblica, ostacolando le soluzioni efficaci

1. Il disboscamento delle terre per la produzione di tabacco sta portando alla deforestazione.

• Le attuali pratiche di coltivazione del tabacco non sono sostenibili. I periodi di ricostituzione delle foreste e del suolo troppo brevi e stanno mettendo in pericolo il recupero dei boschi, causando la sostituzione degli alberi dei boschi con arbusti, o peggio, una deforestazione permanente.
• Il taglio e la combustione degli steli e dei residui vegetali che, dopo il raccolto, non hanno alcun valore alimentare per il bestiame e il pollame, riduce le risorse animali essenziali come il letame.

2. Bruciare legna, proveniente dalle foreste vicine, per la essicazione delle foglie di tabacco, provoca l’erosione del suolo e l’esaurimento delle risorse legnose.

Deforestation-related tobacco curing barns. | Download Scientific Diagram
Tronchi impiegati nel trattamento di tabacco negli essiccatoi. da: Impact of Smoking in a Tobacco-Growing Developing Country: A Review

• Il taglio di alberi, compresi alberi della gomma e alberi autoctoni, porta alla deforestazione e alla trasformazione dei corsi d’acqua locali da perenni in stagionali, causando così la scarsità della risorsa idrica. La deforestazione rappresenta un significativo problema in Zimbabwe, visto che il tabacco flue-cured richiede calore per il trattamento delle foglie e il legno degli alberi di foreste secolari è usato come carburante

• Gli alberi vengono distrutti anche per produrre fiammiferi che sono prodotti e usati per accendere la sigaretta.

3. L’uso di prodotti chimici in tabacchicoltura sta causando avvelenamento e inquinamento delle acque, con impatto negativo sui sistemi idrologici e sulla resa dei sedimenti nelle zone umide, nelle zone ripariali e nei pendii ripidi.

• Il tabacco è tra le 10 colture che richiedono più fertilizzanti.

• La cloropicrina, anche detta nitrocloroformio, uno dei molti pesticidi utilizzati, è un agente dannoso per i polmoni, tossico per i pesci e altri organismi.

4. L’uso di plastica e prodotti chimici nei filtri delle sigarette danneggia la vita marina e l’igiene dell’acqua. I mozziconi di sigaretta sono l’oggetto più sporco sulla terra.

• Arsenico, piombo ed etilfenolo vengono dilavati dai mozziconi di sigaretta nei corsi d’acqua, danneggiando la vita acquatica e l’acqua potabile.

• Gli accendini, per lo più usa e getta, richiedono plastica, metallo e butano.

• Le sigarette elettroniche e i dispositivi per il tabacco riscaldato contengono batterie e altri materiali pericolosi e non biodegradabili.

5. Le sigarette sono la causa più comune di incendi accidentali, compresi gli incendi boschivi.

Danni ambientali causati dalla coltivazione del tabacco

• 5% della deforestazione globale (fino al 30% della deforestazione nei paesi produttori di tabacco)
• 200.000 ettari di perdita di biomassa legnosa all’anno • 2 milioni di tonnellate di rifiuti solidi
• 175 milioni di tonnellate di rifiuti non biodegradabili (filtri delle sigarette) scartati ogni anno

Danni ambientali causati dal consumo di tabacco

• 4,5 miliardi di miliardi di mozziconi di sigaretta dispersi nell’ambiente ogni anno a livello globale, 0,77 miliardi di chilogrammi di rifiuti tossici ogni anno.
• Concentrazioni di particolato indoor dieci volte superiori a quelle degli scarichi delle auto diesel.
• Dal 19 al 38% del totale di rifiuti raccolti, nelle operazioni di pulizia degli oceani a livello globale, composto dai mozziconi di sigaretta.
• La distruzione di 9 milioni di alberi ogni anno per la produzione di fiammiferi.


L’industria del tabacco nasconde le proprie responsabilità colpevolizzando agricoltori e consumatori

Le multinazionali del tabacco sono considerate tra i peggiori inquinatori al mondo eppure ostentano le loro pratiche a favore dell’ambiente ricevendo i premi della comunità imprenditoriale.

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L’industria del tabacco impiega una strategia di pubbliche relazioni che distoglie l’attenzione dai danni ambientali, oscura le soluzioni genuine, mina le strategie di diversificazione delle colture, sopprime la voce delle parti interessate, scarica la colpa sui consumatori e sfugge alle proprie responsabilità.
Qui accanto la fabbrica di IQOS di Crespellano (BO). Dice la Philip Morris: “Siamo orgogliosi di aver ottenuto per il sito produttivo di Crespellano la certificazione rilasciata dall’Alliance for Water Stewardship (AWS) per l’utilizzo responsabile delle risorse idriche del territorio.

Responsabilità Sociale di Impresa: al Sociale la Responsabilità e alle Imprese del Tabacco i Profitti

L’industria del tabacco mette in primo piano la sua faccia pulita e nasconde il fatto che il suo business produce malattie e inquinamento. Con le campagne contro l’abbandono dei mozzziconi, (cambiagesto oppure piccoli gesti grandi crimini) l’industria invia il messaggio: “noi lavoriamo pulito” purtroppo “i fumatori abbandonano i rifiuti per strada … noi stiamo aiutando anche in questo”.

Questo messaggio oscura il fatto che proprio le aziende del tabacco hanno progettato il filtro di acetato di cellulosa, e promosso e venduto le sigarette col filtro, il cui scarto è costituito dai mozziconi. Questi rifiuti possono essere prevenuti e ridotti vietando il fumo nelle aree e luoghi di lavoro all’aperto e al chiuso, e imponendo alle aziende del tabacco di pagare per la pulizia. Altri possibili interventi includono la classificazione dei mozziconi come rifiuti pericolosi, etichettando i prodotti di conseguenza. Vedi Curtis e Novotny 2017.
Applicando i principi sanciti dalla Convenzione dell’OMS, art. 19 (Responsabilità) e art. 5.3 (Protezione delle politiche pubbliche), le aziende dovrebbero pagare per i danni ambientali. Infatti, potrebbero essere addebitate all’industria del tabacco le spese per la pulizia, e adottare leggi per rendere i produttori e i venditori, e non i consumatori, responsabili dei danni.
L’articolo 6 della Convenzione dell’OMS (misure fiscali e sui prezzi per ridurre la domanda di tabacco) tiene conto della necessità di far pagare al tabacco le esternalità negative attraverso un aumento della tassazione del tabacco. In linea con questo, alcuni paesi già impongono supplementi e tasse coerenti con il principio “chi inquina paga”. Politiche che fanno pagare all’industria del tabacco i costi di risanamento sono allo studio in USA, UE, UK, Francia e Irlanda, nonostante la resistenza delle compagnie del tabacco.

Le Pubbliche Relazioni dell’industria del tabacco in materia di ambiente nascondono le soluzioni offerte dalla Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco

Le cosiddette “pratiche sostenibili” dell’industra non riescono a sostenere nessuna delle opzioni politiche concordate dalla comunità internazionale per affrontare l’impatto ambientale della produzione di tabacco.
La soluzione sta nella attuazione degli articoli 17 (attività alternative alla tabacchicoltura) e 18 (protezione dell’ambiente e della salute) della Convenzione dell’OMS che richiedono politiche e programmi orientati verso la diversificazione della tabacchicoltura.

Tabacchicoltura e Deforestazione nel mondo

Questi programmi sono destinati ad affrontare, tra l’altro, la deforestazione, il depauperamento del suolo agricolo e il lavoro minorile. In Tanzania, il Global Environment Facility e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo hanno aiutato gli agricoltori a passare dalla coltivazione del tabacco a quella di pomodori. In Kenya, l’Organizzazione internazionale del bambù e del rattan ha aiutato gli agricoltori a passare alle piantagioni di bambù, con impatto positivo sulla terra e sul sostentamento degli agricoltori, ridotte emissioni di carbonio, maggiore redditività della terra, sostegno alla biodiversità.
La pratica dell’industria del tabacco di incentivare la produzione di tabacco per mantenere gli agricoltori dipendenti dalla coltivazione del tabacco, mina gli sforzi verso il ripristino dell’ecosistema.

FONTE

https://ggtc.world/about-ggtc

Tobacco Industry and the Environment

Sy D, Castillo C, Trivino D. How tobacco industry interference hinders the UN Sustainable Development Goals. Issue Brief. STOP (September 2020)

Note e Riferimenti

  1. Sull’inquinamento da mozziconi, vedi:
    • Thomas E. Novotny & Elli Slaughter. Tobacco Product Waste: An Environmental Approach to Reduce Tobacco Consumption. Current Environment Health Report (2014) 1:208–216 (6 May 2014). Disponibile su: https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s40572-014-0016-x.pdf
    • Novotny, Thomas E et al. “The environmental and health impacts of tobacco agriculture, cigarette manufacture and consumption.” Bulletin of the World Health Organization vol. 93,12 (December 2015): 877-80. Available at: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4669730/
    • Philip Morris International ha condotto un’indagine sui rifiuti di mozziconi di sigaretta nel 2020. L’indagine ha rivelato che: i. Il 25% dei fumatori adulti getta a terra i mozziconi di sigaretta perché pensa che sia normale smaltire una sigaretta in questo modo. Un individuo su otto nel sondaggio ha affermato di non pensare che i mozziconi siano inquinanti. ii. I fumatori intervistati nel sondaggio hanno affermato di fumare 11 sigarette al giorno, di cui il 60% all’aperto, creando così ampie possibilità di rifiuti. Solo il 13% degli individui ha correttamente identificato la plastica come il componente principale dei filtri delle sigarette. Il costituente principale dei filtri per sigarette è l'”acetato di cellulosa”, una bioplastica che per decomporsi completamente impiega da tre mesi a 15 anni.
  2. Sui danni della tabacchicoltura vedi:
    • Geist HJ. Global assessment of deforestation related to tobacco farming. Tobacco Control (March 1999); 8:18-28. Disponibile su: https://tobaccocontrol.bmj.com/content/8/1/18
    • Lecours N, Almeida GEG, Abdallah JM, et al. Environmental health impacts of tobacco farming: a review of the literature. Tobacco Control (February 2012);21:191-196. Disponibile su: https://tobaccocontrol.bmj.com/content/21/2/191
  3. Che cosa è un ecosistema
    • L’articolo 2 della Convenzione sulla diversità biologica definisce un ‘ecosistema’ come un complesso dinamico di comunità di piante, animali e microrganismi e il loro ambiente non vivente che interagiscono come unità funzionale”. Vedi: Convenzione sulla diversità biologica (CBD) (1992). Articolo 2 Utilizzo dei Termini. Disponibile a: https://www.cbd.int/kb/recor