L’industria del tabacco utilizza l’emergenza COVID-19 per portare avanti la sua strategia e la propaganda commerciale

Philip Morris dona mascherine e disinfettante, dopo aver incassato nel 2019 un regalo da 400 milioni. La politica ringrazia: pecunia non olet

Le Compagnie del tabacco impegnate in azioni di responsabilità sociale di impresa

Il volto umano di Philip Morris offusca i danni delle sigarette anche nell’epidemia di COVID-19

In questo modo, si offusca il fatto che proprio Philip Morris alimenta il lucroso mercato delle sigarette in Italia e che ricava la maggior parte dei suoi profitti, proprio dalle sigarette che concorrono ad aggravare il carico di dolore e lutti dell’epidemia. Infatti, COVID-19 è una malattia infettiva che attacca principalmente i polmoni la cui funzionalità è compromessa dal fumo, cosicché è più difficile per il corpo combattere i coronavirus e altre malattie. Il tabacco è anche un importante fattore di rischio per le malattie non trasmissibili come le malattie cardiovascolari, il cancro, le malattie respiratorie e il diabete che mettono le persone con queste condizioni a maggior rischio di sviluppare malattie gravi se colpite da COVID-19.

Un regalo di 400 milioni di Euro dalla politica

Grazie alla loro influenza sulla politica le compagnie del tabacco hanno ottenuto uno sconto del 75% sulle tasse per i prodotti a tabacco riscaldato (IQOS e GLO) hanno ottenuto un risparmio di 470 milioni di euro. In un mercato, quello del tabacco riscaldato, in cui la Philip Morris occupa una posizione di assoluto predominio con circa il 90% delle sigarette (heatsticks) vendute a 22,5 centesimi l’una.
La quota delle tasse accise per sigaretta era pari a 14,08 centesimi, ma dopo lo sconto del dicembre 2018 è scesa a 3,52 centesimi. Consentendo di trasformare la differenza 10,50 centesimi da entrate per lo Stato in entrate per la Philip Morris.
Da Gennaio 2019 a Marzo 2020 è stato venduto in Italia un totale di oltre 4 miliardi di heatsticks, il che porta a stimare in 400 milioni i ricavi in più realizzati da Philip Morris. Questo è il regalo che la politica italiana ha fatto alla Philip Morris. 

Uno sconto non giustificato da nessun motivo se non quello di fare un regalo alle compagnie del tabacco riscaldato

  • Le accise sul tabacco (così come quelle sui carburanti, gli alcolici ecc,) servono tra l’altro a bilanciare le cosiddette esternalità negative, in altre parole a ripagare dei danni che quei prodotti fanno all’ salute e all’ambiente.
  • il 23 dicembre 2014, il Decreto legislativo 188/2014 prevede, per i nuovi prodotti del tabacco da inalazione senza combustione, un’accisa scontata del 50% rispetto alle sigarette. La giustificazione dello sconto si trova nella relazione illustrativa al decreto che a pagina 12 afferma che “la tassazione ridotta … si giustifica considerando la minore nocività del prodotto rispetto alle sigarette tradizionali …”. Questo avveniva con il Governo Renzi.
  • Il 18 Dicembre 2018 (GU 293) su proposta del nuovo governo giallo verde, il Parlamento approva una ulteriore riduzione.
  • Nel gennaio 2019, L’Istituto Superiore di Sanità ha stabilito che non ci sono evidenze che il prodotto sia meno tossico o meno nocivo.
  • Il tabacco riscaldato non è un prodotto di nicchia perchè, a seguito di una ascesa incontrastata, Il tabacco riscaldato è diventato il secondo prodotto più venduto in Italia dopo le sigarette e al pari del tabacco sciolto per le sigarette rollate.
  • Infine, quei soldi potrebbero andare a finanziare interventi per la salute, come è stato proposto da Organizzazioni della società civile e da Parlamentari.

Il 29 Marzo 2020 il professor Garattini lanciò l’appello: Proprio questo è il momento di dire basta ai privilegi fiscali per le sigarette a tabacco riscaldato!

L’appello fu raccolto da organizzazioni della società civile come Cittadinanza attiva, alcuni Parlamentari presentarono in Senato emendamenti, al DL 18/2020 per eliminare lo sconto al tabacco riscaldato e anche la British American Tobacco si dichiarò favorevole a rinunciare al vantaggio fiscale.

Il tentativo più bello è stato quello del Senatore Nannicini che legava l’eliminazione dell’indebito privilegio per le Compagnie del tabacco, al potenziamento dei servizi socio assistenziali e domiciliari rivolti alle persone più a rischio di COVID-19 in forma grave, i malati cronici e gli anziani fragili. Purtroppo bocciato dalla forza della lobby parlamentare del tabacco.