Mito numero 8: in Italia c’è il monopolio e lo Stato ci guadagna, perciò non si mette contro il tabacco!

Realtà numero 8:
Il Monopolio in Italia non esiste più dal 2003, quando l’Ente Tabacchi Italiani fu venduto

Il percorso del processo di privatizzazione
Era iniziato nel 1998, quando dai Monopoli di Stato era nato l’Ente Tabacchi Italiani (ETI), ente pubblico economico trasformato nel 2000 in società per azioni sotto il totale controllo del Ministero del tesoro. L’Ente, che aveva portato avanti un processo di razionalizzazione industriale, fu privatizzato, dopo l’espletamento di una gara che fu aggiudicata nel 2003 alla British American Tobacco (BAT) ad un prezzo di circa due miliardi e trecento milioni di euro. Fu uno dei più grandi investimenti fatti in Italia da una società internazionale: il valore dell’ETI, secondo le stime, era pari a 1,4 miliardi.
Acquisiti i marchi dei Monopoli la BAT delocalizzò la produzione e di lì a qualche anno, tutti gli stabilimenti produttivi furono dismessi o alienati.

Ancor prima del 1998, erano stati soppressi alcuni monopoli fiscali, in coerenza con le politiche comunitarie orientate alla liberalizzazione del mercato.  

  • 1970: liberalizzazione di coltivazione, pre-manifattura e commercializzazione del tabacco.
  • 1971: abrogato il monopolio delle pietrine focaie.
  • 1972: abolizione del monopolio delle cartine e dei tubetti per sigarette.
  • 1975: liberalizzate l’introduzione e la commercializzazione all’ingrosso dei tabacchi lavorati di provenienza comunitaria.
  • 1983: regolato il trattamento tributario degli apparecchi di accensione e dei fiammiferi.

Fonte:
Ceci A. Il monopolio del tabacco in Italia: ascesa e declino di una industria di Stato. 2015. 8:1-46